In principio furono le tute Adidas

In principio furono le tute Adidas

Usato, pezze vecchie, polacchi.

Non era vintage, non c'era il second hand. 25 anni fa, quando più o meno ho cominciato ad acquistare capi di seconda mano, non esistevano ancora termini così cool.

La meta più ambita era il mercato bisettimanale di Lecce. In principio furono le tute Adidas. Lunedì e Venerdì a caccia di tesori acetati, meglio se anni 70, rosso il colore preferito in tutte le combinazioni di righe.

Lo stile era un po' confuso. Un mix tra frikkettonepunkabbestiahiphoppettaro. 

Avevo trovato la prima giacca Adidas anni 70 a casa di mia zia (la moglie del fratello di mio padre, zia sarta da cui passavo i pomeriggi a cucire abiti per le Barbie con gli scampoli di tessuti avanzati dalle confezioni) era celeste con le righe blu abbastanza affiancata e corta, col logo dello sponsor, probabilmente un'attività commerciale locale. 

Era stata di proprietà di qualche suo fratello ed era la divisa della squadra di calcio del paese. Divenne mia, mancando per mesi (poi divennero anni) la promessa fatta ai miei cugini di restituirla 'il prima possibile'.

Quella giacca passò di spalla in spalla per non rivederla mai più perduta da chissà chi tra compagne di classe e amiche e vicine di casa.

Ecco, quella giacca però ha dato il via alla grande caccia al tesoro/tuta Adidas (poi diventata salopette, poi blazer, poi gonnellona in base al personale pallino del momento), tra le bancarelle dei polacchi che mi ha condotto fino a voi 25 anni dopo.

Che poi non erano davvero polacchi from Polonia: così chiamavamo e chiamiamo tuttora i banchi dell'usato a Lecce.

Magari un giorno ve ne parlerò. 

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